Credit Suisse: Investire in Brasile torna ad essere una grande Scommessa

Credit Suisse: Investire in Brasile torna ad essere una grande Scommessa

Credit Suisse: l'ottimismo con gli investimenti in Brasile è il più alto negli ultimi cinque anni

Investire in Brasile – I mercati emergenti sono tra le principali destinazioni di investimento di Credit Suisse. Per il 2019 ed il Brasile, dopo anni di assenza, è entrato nella lista delle scommesse della banca svizzera.

In un articolo di Novembre 2017, abbiamo parlato della relazione di Credit Suisse, sulle prospettive di investimento per l’anno 2018. Per leggere l’articolo clicca QUI.

Oggi, invece, affrontiamo il rapporto globale Credit Suisse, sulle prospettive per gli investimenti per il 2019

Siamo più ottimisti per il Brasile di quanto non lo fossimo negli ultimi cinque anni. Queste le parole di Sylvio Castro, responsabile degli investimenti di Credit in Brasile.

Investire in Brasile – Rapporto globale sulle prospettive per gli investimenti per il 2019

In un rapporto globale sulle prospettive per gli investimenti per il 2019, pubblicato questa settimana, la banca cita il Real come una delle valute più interessanti per investire e sottolinea che il dollaro non dovrebbe continuare forte come è stato per tutto il 2018.

Credit Suisse: Investire in Brasile torna ad essere una grande Scommessa

Il fatto che il Brasile sia uno dei pochi mercati in cui si prevede che il prodotto interno lordo (PIL) crescerà di più nel 2019 rispetto al 2018, è uno dei motivi che hanno aiutato il Paese ad emergere e distinguersi positivamente. Anche se la banca stessa ritiene che l’economia brasiliana debba continuare debole il prossimo anno.

“Globalmente, ci deve essere moderazione (di crescita) nel 2019, ma il Brasile è una delle rare eccezioni in cui ci aspettiamo un’accelerazione sostanziale”, ha affermato Castro.

Pesa anche a favore del Brasile – e dei paesi emergenti in generale – il valore dei suoi attivi intangibili. Le azioni, per esempio, sono a un livello basso rispetto ai titoli negoziati negli Stati Uniti, spiega l’economista. Il deleveraging delle società in questi mercati è un altro cambiamento visto come positivo dalla banca.

L’analisi di Credit Suisse sottolinea inoltre che le fragilità dei paesi emergenti sono “poco allarmanti”, anche se alcuni paesi, in particolare l’Argentina, la Turchia e il Sudafrica, dipendono dal risparmio estero, che “dovrebbe essere considerato un segnale di allarme“.
Gli squilibri esterni del Brasile – e del Messico e dell’Indonesia – sono “meno gravi”, afferma l’analisi della banca.

Chi sará ad Investire in Brasile? e Quando?

Questo scenario globale dovrebbe indurre gli imprenditori stranieri ad investire in Brasile già a partire dal prossimo anno, soprattutto se la riforma delle pensioni avanzerà.
“Noi, i locali, siamo i primi a comprare (investire in Brasile) perché le persone che faranno parte del nuovo governo hanno la nostra stessa visione. Non abbiamo dubbi che queste persone, così come noi, credano nelle necessità e urgenza della riforme da farsi”, ha affermato Castro.

Secondo il responsabile degli investimenti di Credit in Brasile, Sylvio Castro, i prossimi ad aumentare i propri contributi al mercato finanziario brasiliano saranno gli investitori istituzionali locali, come i fondi di pensione e, in seguito, gli investitori stranieri. “Questi Ultimi dovrebbero comunque attendere l’inizio dei dibattiti della riforma del Parlamente che dovrebbe aver inizio nel mese di marzo”.

Castro ha affermato che l’incertezza dell’investitore straniero nei confronti del Brasile è normale, specialmente dopo che lo stesso è rimasto deluso in paesi come l’Argentina, dove il presidente di centrodestra Mauricio Macri è stato eletto con un programma riformista ma non ha ancora realizzato ciò che aveva promesso.
Secondo Castro il PIL brasiliano deve espandersi in maniera continua e crescente grazie ai fondamentali macroeconomici organizzati ed in regola.

Lo spettro della crisi sembra ormai essere alle spalle e davanti a noi le nuvole si sono disperse, il vento ha cominciato a soffiare in poppa ed il 2019 sarà l’anno della rinascita del “gigante addormentato”.

Ad inizio giugno di quest’anno, avevamo analizzato un altro dato interessante riguardante gli investimenti verso il Brasile. Secondo uno studio della Confederazione nazionale dell’industria (CNI), infatti, nel 2017 si é registrato un aumento degli investimenti nell’industriabrasiliana. Non succedeva dal 2014, per leggere l’articolo clicca QUI.

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